martedì 29 maggio 2012
Giorno per giorno
venerdì 18 maggio 2012
Lee Bul al Mori Art Museum
I quartieri di Tokyo, quelli veri
sabato 12 maggio 2012
Takaoyama atto primo
sabato 28 aprile 2012
Kagurazaka mon amour
mercoledì 4 aprile 2012
Hanami...? Anche si, dico io
Mi sono eclissato in un vortice di bruttezza e dannazione, cercando a suon di frustate di portare avanti il mio lavoro francese dal Giappone e contemporaneamente cercare di imparare questa "simpaticissima" lingua (per ora vince lei 4 a 0).
mercoledì 21 marzo 2012
Salary man watching
Osservo cose che non mi era mai capitato di notare prima mentre me ne sto seduta qua nello Sturbucks di Iidabashi e aspetto che si facciano le cinque prima di andare a lavoro. Ha una vetrata enorme questo locale ed è incuneato tra alti palazzi dal colore metallico che contengono solo uffici; unica nota di colore nella visione oltre il vetro è il cinema bohemien del quartiere che pare essere tra l'altro molto famoso a Tokyo per dare moltissimi film stranieri sottotitolati che non compaiono nemmeno nei multisala della capitale. Da questo fine settimana ad esempio è apparso in programmazione "Mine vaganti" di Ozpeteck. Sottotitolato.
Ma tornando all'osservazione, ho inavvertitamente assistito al rituale di preparazione all'antrata in ufficio del salary man tipo. Mi sono data quindi al salary man watching.
La pratica ha tutta una sua dinamica che pare un balletto. Iniziano a slacciarsi i bottoni del trench almeno a duecento metri di distanza ,poi via la sciarpa a meno centocinquanta, si fermano, si tolgono la giacca, a ripiegano in modo che non si sporchi, controllatina ai risvolti de completo di ordinanza ed entrano.
Hanno tutti trench scuri o chiari color sabbia, abbinate l'immancabile sciarpa e una borsa ventiquattr'ore nera lucida.
C'è qualche donna che sfugge alla regola e che tacchetta via con vistosa borsa di Vuitton ma sono eccezioni che immagino appartenere ai piani alti.
In cinque minuti di osservazione ne compaiono molti, deve essere finita la pausa pranzo, in fondo sono solo le tre, che abbiano avuto un pranzo con i clienti? Ma ce ne sono davvero tanti, tutti giovani.
Il primo che noto è un ragazzo giovanissimo ma vestito in modo impeccabile, poi una ragazza con lunghi capelli lucidi e le gambe un po tozze, un signore con cappottone e cappello scuro da texano (n.d.e. piani alti), due o tre uomini dall'età indefinibile che come unica particolarità hanno quella di avere il classico viso da salary man, un altro ragazzo, stavolta la borsa e le scarpe sono di cuoio chiaro e i capelli sono ingellati, si ferma accanto al muro e controlla il cellulare, solito rito, 200 bottoni, 150 sciarpa, pit stop...via! sparito.
Il salary man watching non è proprio interessantissimo per cui tempo di scrivere queste due righe e sto già pensando a cos'altro guardare, di sicuro gli avventori della sala film porno che spuntano dalla stradina laterale del cinema lo sono molto di più. In fondo al giorno d'oggi chi cavolo è che ancora paga per vedersi un porno?
Già che c'ero ho fatto una ripresa estemporanea con la mia macchinetta fotografica di scorta, gentili spettatori, ecco a voi uno scorcio di Iidabashi.
sabato 17 dicembre 2011
Patata dolce giapponese: epic win!
In questi giorni fa un freddo micidiale, è di quel freddo secco che quando c'è il sole si nasconde ma poi appena arriva la sera ti taglia la faccia in due.
Per questo ieri io e Matteo, usciti da scuola dopo due test di grammatica giapponese estrema (il mio tanto per dire era sulle forme di rispetto, そんけいご ai conoscitori dovrebbe dire tutto...), sulla via del ritorno ci stavamo deprimendo a vicenda, un po per il freddo, un po per le varie ipotesi che ci venivano in mente sul rush di test finali che ci sarà la prossima settimana.
C: Ma come fanno sti salary man ad andare in giro belli tranquilli con una camicia e una giacca addosso! Ma non lo sentono il freddo?
M: Ma che ne so, oddio l'hai vista la bambina in shorts? Pazza!
C: Si boh io non le capisco, io quando uscivo alla loro età mia madre mi conciava come l'omino Michelaine! Senti un po ma com'è andato il test?
M: Bene l'ho passato, però ora mi viene in mente che lunedì c'abbiamo quello enorme...
C: Io lo so che mi metteranno un esercizio infinito solo con le particelle, tutte diverse naturalmente! Le odio le particelle! Metà esercizio solo con quelle speciali con i loro cavolo di verbi che non userò mai come 'attendere ad una riunione'!
M: E se poi mi tolgono punti per i compiti che non ho mai consegnato durante questo periodo?
Ecco ora che avete un'idea del nostro stato d'animo potrete capire come l'idea di entrare al nostro supermercato di fiducia per arraffare una vaschettina di fritto misto, un panino al curry e qualche altra schifezza (solo per merenda eh!) ci abbia conquistato subito.
Carpiti i suddetti beni di prima necessità siamo andati a pagare, al che noto che dietro alla commessa il solito bracierino vuoto oggi è attivo e vi sostano dei cartocci con qualcosa di non ben definito dentro. Sporgo un po il collo indecisa...mah si va! crepi l'avarizia!
"Scusi ma che cosa sono?" "Yaki imo" "...(pausa in cui penso che ora ne so uguale a prima), mi può dare quella più piccola?" "E' sicura?" "Si si proprio quella"
Tempo di pagare, imbustare tutto e uscire e siamo già a ravanare come cani da tartufo per scoprire che cavolo abbiamo comprato. Il risultato è questo:
Patata dolce giapponese cotta su sassolini incandescenti.
Ce ne sbaffiamo metà nei cinque minuti che ci separano da casa e alla fine il giudizio è: è grande come un silos, ha la buccia croccante che non so sappiamo se mangiarla ma vabbè tanto quello che non ammazza ingrassa, costa poco, è calda e soprattutto ha un sapore che ricorda la castagna arrosto! Che dire? Abbiamo segnato un epic win sul versante cibo!
Immagine fantastica trovata sul blog/diario di questo ragazzo giapponese ( andate con il mouse sulle parole perché ultimamente blogo ha deciso di non mostrarmi più i link).
P.s. c'è stato uno scambio di informazioni sulla pagina Facebook circa la buccia della Imo, pare che andrebbe buttata e non mangiata, solo quella di quelle piccole è buona, comunque sembra che non morirò per così poco eppure avrei tanto voluto essere ricordata per essere entrata tra le morti più stupide nei Darwin Adwards!
domenica 2 ottobre 2011
Architettura a Tokyo parte 1
Dopo la rubrica "Gente di Tokyo" ecco un altro aspetto interessante del Giappone.
In questa raccolta non ci saranno solamente edifici ma anche particolari urbanistici e qualche volta arredamenti interni che colpiscono. Perché è facile trovare qualcosa di interessante e diverso in questo paese.
Zona Ginza, ovvero come rendere interessante e verde un palazzo amministrativo.
Stazione di Kagurazaka, passaggio della Yurakucho Line.
Particolare della sopraelevata di Ikebukuro.
Edificio decisamente fuori tema in una delle strade di Harajuku, al suo interno un negozio di accessori per animali.
Illuminazione molto particolare di un negozio della catena "Tokyo Soup".
Uno dei musei della scienza che si possono trovare qui a Tokyo, zona Ikebukuro.
Anche qui zona Ikebukuro ma non chiedetemi che cosa siano questi edifici.
Entrata di un palazzo dall'aria imponente e seria, non si direbbe no?
Data la croce presumo sia una chiesa ma qui non si sa mai.
Edificio abbandonato nel bel mezzo di Ikebukuro, un tempo se la lettura dei kanji mi assiste dovrebbe essere stata una farmacia.
giovedì 1 settembre 2011
Gita fuori porta domenicale: Kamakura seconda parte
Seconda parte dell'incursione in quel di Kamakura di tre stupidi gaijin.
p.s. scusate, volevo mettere un'immagine stupida come link a "gaijin" solo che ne ho trovate più di una e quindi le devo condividere con voi! 1, 2, 3, 4, 5
Comunque, riprendendo il filo del discorso dall'ultimo post...
Finito il giro culturale, data la calura della giornata e la vicinanza del mare abbiamo deciso di concederci un pranzo in uno dei tanti locali che si affacciano sulla via che porta al Daibutsu
(James lo ha gentilmente definito il Buddha con le ali) per poi incamminarci verso il mare.
Non avendo assolutamente idea di quale fosse il tratto migliore di piaggia e essendo abbastanza distrutti da accontentarci di un qualsiasi posto con un po' di brezzettina, abbiamo semplicemente seguito i nostri sensi di ragno (io nella fattispecie mi sono affidata alla mia capacità di sniffare la salsedine a centinaia di metri di distanza) e abbiamo trovato la spiaggia.
Non potete capire la mia gioia nel rivedere il mare, un po' per il fatto che ci sono cresciuta in riva al mare, un po' per la promessa di acqua fresca in cui sguazzare. E invece...l'acqua era un brodo, la brezzettina inesistente, la salsedine almeno quella c'era e in più ci siamo ritrovati in una spiaggia piena di yakuza. Ora per precisare, no non siamo paranoici, non crediamo che un qualsiasi giapponese con un tatuaggio sia affiliato ad una organizzazione mafiosa, ma vedersene passare almeno una decina ad un palmo dal naso, con la schiena e le braccia completamente colorate e pure il corredo di boss+gnocche fa riflettere anche i più ingenui.
Qui di seguito una foto che Matteo, con grandissimo sprezzo del pericolo, ha deciso di scattare ad uno dei simpatici ragazzoni
Ben attenti a non rivolgere lo sguardo verso il folto gruppo, ci siamo sistemati sul lido, i ragazzi a giocare con una palla da baseball rinvenuta chi sa dove (e poi tentate di convincermi che il maschio non abbia un sistema di pensiero simile ad un canide a volte), io a scattare loro foto con le quali potrò ricattarli negli anni a venire.
Vedere i giapponesi al mare è un po come vederli in città: super organizzati e completamente vestiti! Avversi all'abbronzatura, alle scottature o per altri motivi che sinceramente ignoro, si aggirano per la spiaggia con tute da snorkeling, cappellino e le scarpine di plastica che in Italia fanno rabbrividire anche le nonne. C'è da dire che gli apparenti indigeni del luogo sembravano un pochino più a loro agio con la questione dello scoprire porzioni di pelle.
Con questo non voglio dire che il mare giapponese non regge il confronto con quello nostrano, è solo che siamo approdati in una spiaggia poco esaltante, un po' come quando in Italia opti per il bagno adiacente il parcheggio: non è né bello né pulito, c'è un sacco di gente e l'acqua contiene di tutto ma almeno non devi fare chilometri sulla sabbia bollente con l'ombrellone a seguito.
Particolare esaltanti della gita al mare:
1. questo noleggio di attrezzature marittime che sembra stato trasportato nella notte da una spiaggia californiana
2. cosa si trova immergendo la mano nella sabbia del bagnasciuga
p.s. chiamate comunemente arselle nella zona di Livorno, pescate con l'illegalissima rastrelliera in nottate brave, sono una delizia. Unica diversità è che in Italia si trovano in versione un po più grande e soprattutto non in questi numeri esorbitanti come qui in Giappone. Mio padre sarebbe stato felice.
3. sempre per la serie "japaneses do it better", noi abbiamo i gabbiani? E loro rincarano con questi!
Che dire è tutto un'altro stile!
Finisco il tutto con un po' di foto a caso
Matteo si è poi voluto vendicare della mia offesa riguardo al suo essere canide con questo capolavoro
domenica 17 luglio 2011
Bon Odori
Domenica iniziata con le classiche incombenze casalinghe quella di ieri, ma che ci ha riservato delle piacevoli sorprese nel corso del pomeriggio.
Partiti verso le quattro per un mondano aperitivo da Salvatore Cuomo, abbiamo colto al volo l'opportunità per eclissarci il prima possibile e con la massima velocità dalla combriccola fashionista grazie anche all'aiuto di Hiro-san (che si fa chiamare anche Ciro viste le sue amicizie partenopee). Ormai pronti a dichiarare la giornata un totale fiasco abbiamo seguito Hiro-san poco speranzosi e con rassegnazione, ma siamo stati costretti a ricrederci.
Arrivati alla stazione di Monzen-Nakacho siamo stati condotti nella parte interna del quartiere, e tra una casa e l'altra abbiamo scorto una classica scuola elementare giapponese tutta allestita a festa: stavano iniziando i festeggiamenti per il Bon Odori, la festa per celebrare i morti in cui solitamente si ritorna ai propri luoghi d'origine per stare con la famiglia e pregare per i propri deceduti.
La festa era stata organizzata dal comitato del quartiere ed era molto rilassata, con moltissimi bambini vestiti con i loro yukata che correvano da ogni parte e si divertivano a eseguire esercizi ginnici con gli attrezzi sportivi sistemati nel cortile (e con mia grande ammirazione devo dire che non ne ho visto uno che sia caduto o che abbia sporcato anche minimamente il suo colorato vestito).
C'erano poi gruppi di signore di mezza età tutte vestite con uno yukata della stessa fantasia pronte per lanciarsi nelle danze, famiglie con bambini impazienti di gustarsi le loro bevande zuccherate vendute ai banchetti vicini e signori anziani con tinozze enormi di anguria tagliata e pulita pronta per essere offerta ai più piccoli (e anche ai meno piccoli visto che sia la sottoscritta, sia un certo ragazzo tedesco alto un metro e novanta hanno avuto la loro parte).
E' abbastanza difficile descrivere lo spirito della festa, assomiglia in vivacità ad una nostra sagra ma con un fondo più serio, è divertente e allegra ma ad un certo punto tutti fanno silenzio per sentire i tamburi iniziali e si aggregano in modo ordinato alle danze che seguono.
Qui di seguito un video delle celebrazioni (fatto ahimè con la mia macchina fotografica, quindi scusate la qualità pessima)
un po' di foto scelte tra le tante scattate
(questi due uomini qua sono i miei preferiti in assoluto della serata^^, tra l'altro noto solo ora che il secondo indossa una maschera di Anpanman)
(anche i bambini prendono parte alla cerimonia, non solo danzando ma, chi ne è capace, suona anche il tamburo centrale)
Finita la festa, mangiate le okonomiyaki e fatte le foto, Hiro-san ci ha trascinati nuovamente verso l'ignoto, che in questo caso si è materializzato sotto forma di una vista mozzafiato del fiume Sumidagawa con i suoi palazzi illuminati a fargli da cornice e piccoli fuochi d'artificio che causa vento sono durati meno del previsto.
Allegherò solo una foto visto che essendo buio la mia macchina fotografica non poteva fare un gran ché (esiste anche un video ma ci sto' lavorando sopra visto che è messo maluccio)
P.s. leggendo un po' per internet avevo capito che i festeggiamenti per il Bon Odori fossero a metà agosto ma pare che a Tokyo sia anticipato, se qualcuno ha informazioni ulteriori mi faccia sapere







