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martedì 29 maggio 2012

Giorno per giorno

Oggi abbiamo imparato due cose:
1. Chi è già stato in Giappone avrà notato che nelle stazioni della metropolitana ci sono immancabilmente le macchinette per le ricariche della card. Ecco, fino ad ora con Matteo avevamo pensato che dietro ci fossero solo dei computer automatici che svolgono tutto il lavoro. 
Oggi un biglietto da mille yen si è improvvisamente incastrato nell'ingranaggio esterno facendo un rumoraccio, tempo di un battito di ciglia e uno sportellino piccolissimo si è aperto accanto allo schermo e ne è uscito fuori il faccione di quello che abbiamo scoperto essere l'addetto a tali aggeggi. Il faccione ha borbottato qualcosa circa l'aspettare un attimo ed è scomparso, Matteo impassibile, io con l'i-pod già in mano per documentare la scoperta. Dopo un altro battito di ciglia ecco una mano sporgersi dal finestrino reggendo un biglietto d mille yen, reinserisca per favore gentile cliente, arrivederci, chiuso lo sportellino e il lavoratore misterioso si è dissolto. Ha decisamente vinto il premio uomo dell'anno.
今日はマッテオと二つの事を発見した。
1。新宿駅でチャージをしながら切符販売機からへんな音が出た。千円札がマシンで立ち往生された。すぐ切符販売機のとなりのちっちゃいドアが開けて、係員が出た、本当にびっくりした!これは何の仕事ですか!


2. Anche i gatti conoscono la segnaletica stradale. Accanto al Sunshine City Building c'è un piccolo parchetto abitato da randagi che vengono riforniti quotidianamente di croccantini e altre delizie da un sacco di gente. Facendosi le loro passeggiatine serali i mici sconfinano oltre uno stradone abbastanza frequentato ma hanno l'accortezza di aspettare il verde.  
2。東京の猫は交通信号をわかる!サンシャインのとなりの公園の猫が緑色ライトの時だけ道を渡る。。。頭がいいね!

lunedì 28 maggio 2012

Che barba, che noia!

Non vi immaginate quanto io non voglia scrivere questo post: è qualcosa come due settimane, facciamo un mese va!, che mi dico che sarebbe anche l'ora di informarvi.
Il fattaccio è che tra una settimana ce ne ritorniamo in Italia, con valige stracariche, pacchi spediti via nave e tutto il corredo di baci e abbracci agli amici e addii temporanei a strade e localini frequentati in tutto questo tempo.
A dire il vero per un soggiorno che sarebbe dovuto durare sei mesi e che poi si è prolungato in un anno non ci sarebbe da lamentarsi, il problema è che a parte parenti e amici, il prosciutto e la schiacciata, a noi dell'Italia ci manca davvero poco. Facciamo niente.
In questo anno mi sono trasformata in un procione: esco alle due di notte vestita come mi capita, spavento i commessi dei kombini mentre arraffo qualche schifezza dagli scaffali e mi rintano di nuovo a casa magari allungando un po la strada per passare in un vicolino ancora inesplorato. Ormai con Matteo conosciamo tutti i poveri commessi di Denny's che fanno il turno notturno e abbiamo ingurgitato più pancake di un americano medio.
In questo anno poi ci sono sorte manie da otaku, Matteo ha iniziato a sbavare seriamente tutte le volte che guarda le action figure della Figma, io mi sono presa una cotta per i lavoratori stradali giapponesi e per le cabine telefoniche che non manco mai di immortalare e da vera coppietta condividiamo un amore folle per Kyari Pamyu Pamyu (voi non lo sapete ma questa donna un giorno governerà il mondo).
Tremo al pensiero dei lavori stradali interminabili italioti e al coprifuoco che impone che dopo le nove non esistano supermercati aperti per i poveri cretini che per un motivo o per l'altro hanno bisogno di procacciarsi del cibo. Tremo per tutti quei cretini che so che al mio ritorno mi chiederanno quanto sono stata male in "Cina" e mi faranno una delle classiche battutine, salaci secondo loro, del genere "Via, ma non sei contenta di essere ritornata? Ora ti si fa noi qualcosa di buono da mangiare!". Non ho ancora capito per quale motivo sia perseguibile penalmente uccidere questi idioti con un sacchetto della Coop.
Detto questo, siamo delle persone distrutte…almeno fino a quando Matteo non ha trovato un paio di video che sono fortemente convinta mi salveranno la vita un tot di volte dopo il ritorno, e che soprattutto la salveranno ai sopra citati cretini.

 p.s. trattasi delle ballerine di Kyari Pamyu Pamyu e vi dico subito che se vi siete innamorati come me di quella in viola, è un ragazzino!
 Detto questo vi assicuro che anche dopo il ritorno continuerò a postare un bel po di roba, molto probabilmente molta di più di quella che avete visto finora…perché sono pigra e negli ultimi mesi ho deciso di godermi tutto il tempo a disposizione quindi un sacco di materiale mi si è accumulato nell'hard disk.  Molto probabilmente non riuscirò a smaltirlo tutto per un bel po di tempo, ci sta che faccia in tempo a ritornare in Giappone prima che questo accada.
ブログのポストが日本語でも書きましょ!確かにたくさんの間違いする。でも、友達に日本語で書いたほうがいいと言われたから。みなさんこのために今から私たちの愛あまりを直しておねがいします!
あと一週間。。。こんどの月曜日マッテオとイタリアに帰る。。。たくさん事をしたい、見たい、食べたいけど時間がない。
今年日本の生活に慣れた。午前二時にコンビニへ行って、メトロに乗って、なっとを食べて、RoobikHouseの友達と楽しんで。。。ソッリソのスタフも本当に優しかった。もらったのプレセントが確かにイタリアで使います!イタリアに帰ったら寂しそう!
みなさんありがとうございました! また来年ね!

sabato 12 maggio 2012

Takaoyama atto primo

Stavolta vi presento una nuova sperimentazione di post. Ci ho tribolato sopra parecchio, praticamente ho passato mesi a sperimentare modi alternativi per proporvelo: ho fatto un vero e proprio album fotografico con tanto di disegnini e stickers, ho provato a fotografarlo pagina per pagina per poi modificarlo a photoshop ma niente. Sono passata alle scansioni vere e proprie ma anche quelle non andavano bene, d'altra parte l'unico modo sarebbe stato quello di proporvi immagini su immagini da caricare una per una e insomma... Alla fine mi sono risolta per lo stile da album ma ricreato direttamente a photoshop in versione immagine lunga a scorrimento. Come ho già detto è solo una sperimentazione quindi se è inguardabile stroncatemi le gambe subito per favore. Tema: trattasi di scampagnata su per il monte Takao fatta l'anno scorso a fine settembre. Ci sono poche cose da sapere: sul monte oltre a tutta una serie di templi non c'è praticamente altro, non si capisce perché ma ci sono banchetti di dango praticamente ovunque e impera l'immagine del tengu. Vi lascio alla lettura (cliccate sull'immagine per visualizzarla per intero). P.s. un grazie a chi ci ha portato sul monte Takao e un altro grazie grandissimo sempre alle stesse persone per essersi pazientemente trascinate me e Matteo su per tutta la salita mentre tentavamo di fotografare anche i lombrichi, chi ha tanta pazienza andrebbe fatto santo.

mercoledì 4 aprile 2012

Hanami...? Anche si, dico io

Sono sicurissimo che tutti si stavano chiedendo cose del tipo " ma quel blog bellobellissimo di quei due tizi che erano in Giappone? ma appunto, un'erano in due, oh com'è che scrive solo uno, l'altro che fine avrà fatto? " la risposta ve la dò io:
Mi sono eclissato in un vortice di bruttezza e dannazione, cercando a suon di frustate di portare avanti il mio lavoro francese dal Giappone e contemporaneamente cercare di imparare questa "simpaticissima" lingua (per ora vince lei 4 a 0).

Quindi, causa ciò che ho appena citato sopra -più- poca voglia/tempo -più- capacità in scrittura italica pari alla lallazione, in questo periodo mi sono limitato a lurkare e a fare tanti tanti complimenti alla mia dolce metà.

MA!, adesso cavolo... si sente nell'aria qualcosa, ma cosa... io tipo dovrei finire il mio lavoro...ma la testolina guarda in continuazione fuori dalla finestra, uuuuuh quanti uccellini fuori, ommammamia che bella giornata e aspetta! Macchediavolo è tutto questo rosa, in lontananza si vedono tante nuvolette, ma son per caso alberi!? Mi volto e vedo un corvaccio sul terrazzo di casa che, inclinando la testa, esclama: " Ciccio è primavera! "

Oh pofferbacco! Ma anche si, dico io!

Eqquindi, visto che dovevo sbrigare alcune cosucce in zona Waseda, ringrazio il corvaccio, e me ne esco di casa tutto felice, pensando che a breve il mio "franco-lavoro" finirà e potrò godermi un po di primavera nippica in santa pace.
  

Le foto parlano da sole, voglio ringraziare ancora una volta il corvaccio per l'ottimo suggerimento perchè oggi Tokyo era veramente da cartolina ed è sopratutto grazie a questo che il rinnovo del mese scolastico, pagato a suon di 50000 cocuzze, mi è pesato decisamente meno.

Adesso mi richiuderò ancora una volta a guscio nel mio giaciglio tetro aspettando a gloria il 16 di questo mese... sniff.

Mah, vi dico da subito che nel mio prossimo post, meta-sgrammatilallizzato, si parlerà di yakuza qua ad Ikebukuro.


mercoledì 21 marzo 2012

Salary man watching

Osservo cose che non mi era mai capitato di notare prima mentre me ne sto seduta qua nello Sturbucks di Iidabashi e aspetto che si facciano le cinque prima di andare a lavoro. Ha una vetrata enorme questo locale ed è incuneato tra alti palazzi dal colore metallico che contengono solo uffici; unica nota di colore nella visione oltre il vetro è il cinema bohemien del quartiere che pare essere tra l'altro molto famoso a Tokyo per dare moltissimi film stranieri sottotitolati che non compaiono nemmeno nei multisala della capitale. Da questo fine settimana ad esempio è apparso in programmazione "Mine vaganti" di Ozpeteck. Sottotitolato.
Ma tornando all'osservazione, ho inavvertitamente assistito al rituale di preparazione all'antrata in ufficio del salary man tipo. Mi sono data quindi al salary man watching.
La pratica ha tutta una sua dinamica che pare un balletto. Iniziano a slacciarsi i bottoni del trench almeno a duecento metri di distanza ,poi via la sciarpa a meno centocinquanta, si fermano, si tolgono la giacca, a ripiegano in modo che non si sporchi, controllatina ai risvolti de completo di ordinanza ed entrano.
Hanno tutti trench scuri o chiari color sabbia, abbinate l'immancabile sciarpa e una borsa ventiquattr'ore nera lucida.
C'è qualche donna che sfugge alla regola e che tacchetta via con vistosa borsa di Vuitton ma sono eccezioni che immagino appartenere ai piani alti.
In cinque minuti di osservazione ne compaiono molti, deve essere finita la pausa pranzo, in fondo sono solo le tre, che abbiano avuto un pranzo con i clienti? Ma ce ne sono davvero tanti, tutti giovani.
Il primo che noto è un ragazzo giovanissimo ma vestito in modo impeccabile, poi una ragazza con lunghi capelli lucidi e le gambe un po tozze, un signore con cappottone e cappello scuro da texano (n.d.e. piani alti), due o tre uomini dall'età indefinibile che come unica particolarità hanno quella di avere il classico viso da salary man, un altro ragazzo, stavolta la borsa e le scarpe sono di cuoio chiaro e i capelli sono ingellati, si ferma accanto al muro e controlla il cellulare, solito rito, 200 bottoni, 150 sciarpa, pit stop...via! sparito.
Il salary man watching non è proprio interessantissimo per cui tempo di scrivere queste due righe e sto già pensando a cos'altro guardare, di sicuro gli avventori della sala film porno che spuntano dalla stradina laterale del cinema lo sono molto di più. In fondo al giorno d'oggi chi cavolo è che ancora paga per vedersi un porno?
Già che c'ero ho fatto una ripresa estemporanea con la mia macchinetta fotografica di scorta, gentili spettatori, ecco a voi uno scorcio di Iidabashi.


domenica 26 febbraio 2012

Del malcontento invernale

E' ormai fine di febbraio, dall'ultimo raggio di sole che ti scalda ne son passati di mesi. Sulle riviste iniziano a comparire gli ormai intramontabili servizi sugli accessori must per la primavera e gli eterni titoli "Quest'anno andranno di moda i colori pastello, tutti i consigli per rifarvi il guardaroba". Lasciamo perdere i commenti di vari amici e parenti che ormai sniffano la primavera nell'aria come cani da tartufo e non vedono l'ora di bruciare i propri cappotti in un rogo purificatore.
Anche qui a Tokyo l'atmosfera non è diversa, è da metà febbraio che i giapponesi ormai si credono in primavera nonostante il fatto che in Hokkaido ci siano ancora svariati metri di neve.
Ormai sappiamo già le date per la fioritura dei ciliegi e i professori a scuola continuano a suggerire i migliori posti dove poterla ammirare. Rifioriscono gli animi di tutti i lavoratori giapponesi che con la primavera vedono anche arrivare le festività nazionali, sporadici giorni dedicati ad altrettanti svariati eventi per cui il giapponese medio si può concedere una pausa dal lavoro.
Insomma tutto il mondo sembra aspettare con trepidazione il giorno in cui potranno finalmente tornare a sudare come dio comanda.


Io invece sono terrorizzata dall'arrivo del caldo, certo ogni tanto avrei il desiderio di poter uscire di casa senza sembrare un fagotto di lana ma poi mi sovvengono ricordi spiacevoli di metro affollate con condizionatore a palla e uscite brusche sulle piattaforme con conseguente semi svenimento causa botta di calore, nottate passate a svegliarsi ad intervalli per accendere/spegnere il condizionatore, tre cambi al giorno di vestiti e le figure caprine.
Si le figure di menta d'estate sono all'ordine del giorno qua in Giappone per una persona che come me ha la capacità di sudare anche a venti gradi vestita di sola canottiera.
Immaginatevi la scena: trenta e passa gradi con umidità che sfiora punte dell'ottanta per cento, hai appena corso i cento metri per prendere al volo il treno per arrivare in tempo a scuola. Si, hai fatto la doccia praticamente trenta secondi prima di mettere un piede fuori di casa, ma quando sali sulla carrozza sei già ad uno stato critico, non importa quanto sia stata attenta a non metterti magliette che lascino intravedere le inestetiche pezze di sudore, appena alzerai gli occhi noterai una delle tante donne giapponesi, perfetta nel suo abbigliamento multistrato e il suo trucco, appollaiata su tacchi massacranti e risplendente di vitalità. Tu invece hai i capelli come il lato ruvido della spugna per i piatti causa rifiuto dell'uso del phon, le occhiaie della grandezza di una mela cotogna e la vitalità di una nonnina ottantenne artritica.

No grazie, tenetevi l'estate e l'abbronzatura, io mi accontento di sembrare umana e non un blobber sudacchioso. Gia che ci sono mi tengo pure i dolci invernali, il caffè e latte caldo mentre me ne sto in un comodo bar, la tranquillità nel sapere che non dovrò mostrarmi in vestiti o costumi succinti e che quindi posso mangiare tutti gli yaki soba che voglio e le mangiate/abbuffate a casa di qualsiasi genere alimentare io riesca a ficcare nel nabe.


mercoledì 8 febbraio 2012

Una giornata in Giappone

Sveglia alle sette e mezza, fuori è scuro ed è una cosa inusuale, mi ero abituata ad un inverno secco e con il cielo limpido. Brancolo tra il fornello, il bagno e il pc, incerta su cosa fare prima: il thé, la doccia o un po di sano surfaggio sul web. Mi arriva un messaggio che disdice causa forze maggiori l'appuntamento della mattinata. A quel punto mi imbambolo per cinque minuti buoni a fissare il nulla mentre riformulo lo schema della giornata. Mmm...niente appuntamento al café...vabbè devo studiare i kanji per il test che ci sarà a scuola oggi, posso approfittarne e farlo con più calma. Che faccio rimango a casa? Si però Matteo dorme ancora, in più stare a casa con questo tempo senza poter accendere la luce centrale è ricaduta nel sonno assicurata! Vado a scuola a studiare? No le uniche aule libere la mattina sono delle ghiacciaie e poi c'è casino nelle pause...Potrei andare ad un café vicino casa, ad esempio al Tully's dentro al Sunshine Building, eh però anche li dopo un po che ci stai fa freddo visto che è circondato dai corridoi del centro commerciale, e poi l'ultima volta che ci sono andata c'ho beccato il concerto flash di due tizi sconosciuti e mi son dovuta ficcare le cuffie nei timpani per non sentire le urla delle ragazzine che quel giorno hanno saltato scuola appositamente.
Ok allora vada per lo Starbucks adiacente e i suoi cd angoscianti! Quindi ricapitolando: surf sul net, il thé non me lo faccio tanto c'è il beverone di Starbucks, doccia, vestizione, resuscitazione del morto che è Matteo per salutarlo e poi via all'avventura (seh!).
Ok, ci siamo, mi siedo in un tranquillissimo Starbucks con un cd che andrebbe anche bene se non fosse che il tema sembra essere "rock e cristianesimo", davanti a me è piazzato il mio Latte/Grande/Hotto-kudasai e i kanji mi aspettano trepidanti.
Studio per quasi tre ore filate sillabando onyomi (音読み) e kunyomi (訓読み) che dopo un po' non hanno più senso interrotta sporadicamente dalla anziana coppia che mi si è seduta accanto: lei è lo stereotipo della signora sessantenne giapponese ed è tutta un ripetere "sa" e "ne" mentre decanta la bontà del dolce che si è presa, lui ride delle battute di lei, risponde a monosillabi cordiali e poi ricade in un silenzio concentrato. Mi piace quest'uomo, ne vorrei venti per cortesia.
Lazzaro/Matteo mi chiama per dirmi che lui è pronto per uscire di casa, che facciamo? ci incontriamo a metà strada e prendiamo la Toden Arakawa Sen insieme? Mah si dai.
Il tragitto è sempre lo stesso di ogni giorno: passaggio davanti alla scuola di lingua giapponese Meros che mantiene ancora il suo primato di maggioranza cinese, camminata svelta con commento dei passanti, noto una insegna per me nuova ma che pare sia li da eoni, sosta al kombini per panino per il pranzo, sbavo come tutti i giorni sui gadjet della Meiji con la grafica di Tezuka.
Prendiamo il treno, ne approfitto per scattare un paio di foto.

Waseda 終点, ovvero il capolinea, tre passi e siamo a scuola, saliamo le scale...toh! oggi i gemelli cinesi del mistero sono arrivati insieme, il che ci permette di tentare di scovare le differenze come fossero la settimana enigmistica vivente (certo pero' che se circolano voci che si siano scambiati per un test è chiaro che a uno gli viene la curiosità!). Saluto al cinese che sa pronunciare il "ci vediamo" più italiano di tutto l'universo, saluto ai due coreani con la sigaretta tra i denti, in bocca al lupo per il test, no in bocca al lupo a te perché oggi c'hai la Nakamura, e ci si divide.
Fast-foward di quattro ore.
Il test è andato bene anche se mi mangio ancora le mani per non essermi ricordata la lettura di "progetto", il tutto pero' è compensato da Moritsuki-sensei, la sua lisca e il suo umorismo da giapponese. Mi faccio largo tra un gruppo di menhir che sembrano svedesi biondi agli occhi dei babbani e mi avvio a passo spedito verso l'uscita. Mi affianca Shikyon, il ribattezzato principino cinese, che pare abbia trovato un baito (part time) come cuoco in un ristorante coreano...mah!
Dopo un progetto fulminante di metter su un ristorante misto cinese/coreano/italiano/
chipiùnehapiùnemetta alla fine di questi due anni di studio lo saluto e me ne vado a lavoro.
Oggi l'atmosfera è rilassata, Tomomi compie gli anni e c'è anche Toru con cui scherzare per cui i malumori di Heijin passano sotto banco. Rimango per ultima insieme a Tomomi solo per fare presenza, un saluto ai cuochi che giocano a Monster Hunter nel retro pieno di fumo peggio di un pub inglese e mi avvio verso la metropolitana.
Solita gente, soliti salary man con lo smartphone, salary woman con lo smartphone, gente distrutta dalla giornata o dall'alcol, coppiette strette con la scusa della calca ecc...
Ikebukuro è un porto di mare come tutte le sere con gente che viene e va ma non si sa di preciso dove, piano piano me ne ritorno camminando a casa che oggi tanto termina qui e domani si vedrà.


giovedì 15 dicembre 2011

20th Century Boys

Oggi vi vorrei presentare quello che secondo me è uno dei manga più belli degli ultimi anni: 20th Century Boys di Naoki Urasawa. Il titolo è preso da questa splendida canzone dei T-Rex che tra l'altro compare più di una volta nell'opera.
In patria questa colossale opera ha avuto molto successo tanto che si è arrivati a produrre ben tre film che messi insieme danno vita al lungometraggio più dispendioso della storia del cinema giapponese. La sottoscritta però, essendo quella nerd antipatica e attenta ai dettagli qual'è, non può dirvi molto sul versante film dato che le è bastato guardarsi un paio di trailer per capire che la versione cartacea è avanti anni luce e che tale deve restare senza essere mischiata a effetti speciali discutibili e i soliti tre attori giapponesi completamente incapaci di recitare (ma quanto assomigliano al personaggio però!). Ora che ho palesato la mia discutibile opinione posso passare a parlarvi della parte interessante.
Questa opera ha sicuramente l'indiscutibile pregio di avere una trama molto complessa che però regge, salvo qualche inciampo, fino alla fine dei venti e passa tankobon di cui è composta (tankobon: 単行本 è un termine giapponese che indica un particolare formato di pubblicazione cartacea,, di solito di circa duecento pagine. Utilizzato soprattutto nell'industria dei manga, in questo ambito indica semplicemente un volume della serie).
I personaggi sono moltissimi e si intrecciano senza sosta tra loro creando al lettore un po' disattento qualche problemino a cui si aggiungono i continui salti temporali della narrazione e i vari riferimenti a manga degli anni '70 che magari possono essere sconosciuti al lettore italico (ma anche al lettore appena un po' più giovane giapponese non crediate). Personalmente posso dire di essere riuscita a comprendere appieno la trama solo dopo la terza lettura di tutti quanti i volumi…
A questo punto prima di addentrarmi in altre dissertazioni sarà meglio darvi qualche ragguaglio sulla trama premettendo che certamente non potrò evitare qualche spoiler causa il fatto che dopo le prime tre pagine del primo volume è tutto spoiler!

1997
Kenji Endou (遠藤 ケンヂ) è un trentenne apatico che manda avanti con la madre il piccolo kombini della catena King Mart in cui lui stesso ha convertito il negozio di liquori messo sui dai genitori decenni prima. Nonostante la crisi per la mancanza di clientela e le continue ispezioni del rappresentante di zona del frachising, Kenji non si preoccupa realmente di niente e vive la sua vita senza aspirazioni o moti di passione. Lavora tutto il giorno nella piccola attività occupandosi contemporaneamente della nipotina di sei mesi che la sorella ha affidato a lui e alla madre prima di scomparire misteriosamente. La sua vita continua tra piccole preoccupazioni e amici che si sposano, si prendono cura dei figli e che generalmente vanno avanti con le loro vite. Il colpo destabilizzante però arriva alla notizia dell'improvvisa morte di un vecchio amico d'infanzia perso di vista da qualche anno, l'uomo infatti pare si sia suicidato buttandosi dal tetto della scuola nella quale insegnava. L'avvenimento per quanto doloroso sta per ricadere nel flusso di vita quotidiana e monotona di Kenji se non fosse per l'arrivo di una lettera postuma che Donkey (soprannome dato all'amico) avrebbe scritto prima di morire. Nella lettera Donkey chiede a Kenji di aiutarlo in una questione di cui non può ancora parlare ma soprattutto gli chiede se conosca questo simbolo

Da questo momento Kenji sarà scaraventato in un gorgo di avvenimenti che sfuggono sempre di più al suo controllo: passando da fatti apparentemente irrilevanti tra loro arriva a scoprire che il simbolo in questione viene usato da una fantomatica setta guidata da un uomo mascherato che si fa chiamare l'Amico (ともだち) e che tale setta pare legata sia alla morte di Donkey che a tutta un'altra serie di fatti di cronaca nera che si susseguono incessanti per tutta Tokyo. A questo punto il passo successivo è breve quanto inaspettato, pare infatti che il simbolo usato dall'Amico non sia altro che un disegno creato da Kenji e i suoi amici quando questi andavano alle elementari.
Durante un'afosa estate del 1971 il gruppo di ragazzini aveva creato una base segreta con rami e foglie e tra un'avventura dentro la casa dei fantasmi e i compiti estivi avevano iniziato a immaginarsi una storia ambientata nel futuro fatta da eroi e da un gruppo di cattivi che minacciava di distruggere il mondo con armi batteriologiche e robot giganti. Tutte queste fantasie venivano man mano raccolte in un quaderno chiamato "Il libro della profezia", custodito gelosamente nella base segreta tra una radio, pile di Shonen Jump e giornaletti soft porn. Kenji e il suo gruppo di amici avevano immaginato poi di essere proprio loro il gruppo di eroi che avrebbero salvato il mondo e si erano scelti come simbolo proprio quello che nel 1997 userà l'Amico.
A questo punto Kenji non può più tirarsi indietro, qualcuno sta' facendo accadere nella realtà proprio quello che lui aveva immaginato da bambino e suo malgrado dovrà davvero vestire i panni dell'eroe per contrastare questo grottesco gioco che prende vita e rischia realmente di affossare per sempre l'umanità.

A questo punto mi fermo perché mi sembra di avervi già detto abbastanza e perché andando avanti rischierei di ricevere qualche macuba da qualcuno per aver spoilerato così tanto.


Ora, essendo il giudizio di qualsiasi cosa estremamente soggettivo e prendendo in considerazione il fatto che a qualcuno questo manga potrebbe anche non piacere (pazzi!) vi dirò che cos'è che piace a me di 20th Century Boys.
Mi prendereste per cretina se vi dicessi che la cosa che mi manda letteralmente in brodo di giuggiole è la continua ode che Urasawa fa all'essere stati bambini in Giappone negli anni '70? Perché 20th Century Boys è pieno zeppo di riferimenti a riviste, personaggi famosi e manga di quegli anni, Kenji e i suoi amici parlano continuamente di programmi televisivi e molti degli episodi chiave della storia sono incentrati su giochi per bambini.


Un altro aspetto che è un tocco da maestro è la caratterizzazione dei personaggi: in questa storia non ci sono eroi, solo persone normali con difetti umani che si trovano scaraventati in una situazione paradossale, e tutto questo non cambia neppure con il passare del tempo della storia, al ventesimo volume un colpo di pistola ad una gamba è pur sempre un colpo di pistola e fa male.
Poi ce ne sarebbero tanti altri di motivi ma mi fermo qui, se volete trovare una spiegazione un po più articolata della mia i canali sono sempre gli stessi, wikipedia in primis, la carriera artistica di Urasawa poi meriterebbe un post a parte quindi per questa volta ci salutiamo qui.

P.s. per chi si avventurasse nella lettura del manga: questo bel monumento qui esiste davvero e non è stato fatto per celebrare il fumetto, è anzi una creazione dell'artista Taro Okamoto eseguita per l'Expo internazionale tenutosi ad Osaka nel 1970. Ve lo dico perché io quando l'ho scoperto ho gongolato tra me e me.

P.p.s. in realtà una cosa figa il film di 20th Century Boys ce l'ha: la canzone di Kenji "Bob Lennon" è una piccola chicca.


domenica 2 ottobre 2011

Architettura a Tokyo parte 1

Dopo la rubrica "Gente di Tokyo" ecco un altro aspetto interessante del Giappone.
In questa raccolta non ci saranno solamente edifici ma anche particolari urbanistici e qualche volta arredamenti interni che colpiscono. Perché è facile trovare qualcosa di interessante e diverso in questo paese.

Zona Ginza, ovvero come rendere interessante e verde un palazzo amministrativo.

Stazione di Kagurazaka, passaggio della Yurakucho Line.

Particolare della sopraelevata di Ikebukuro.

Edificio decisamente fuori tema in una delle strade di Harajuku, al suo interno un negozio di accessori per animali.

Illuminazione molto particolare di un negozio della catena "Tokyo Soup".

Uno dei musei della scienza che si possono trovare qui a Tokyo, zona Ikebukuro.

Anche qui zona Ikebukuro ma non chiedetemi che cosa siano questi edifici.

Entrata di un palazzo dall'aria imponente e seria, non si direbbe no?

Data la croce presumo sia una chiesa ma qui non si sa mai.

Edificio abbandonato nel bel mezzo di Ikebukuro, un tempo se la lettura dei kanji mi assiste dovrebbe essere stata una farmacia.


domenica 4 settembre 2011

Gente di Tokyo 2

Scartabellando in quell'ufficio da Azzeccagarbugli che è la mia cartella immagini ho estratto come reperti preziosi questi scatti fatti nei momenti più disparati in questo ultimo mese. Alcune sono state fatte per caso altre sono state invece scientemente scattate di soppiatto all'insaputa del povero malcapitato.
Inutile poi dire che ce ne sarebbero state molte altre da scattare se solo avessi avuto la mia fida macchinetta con me, ma si sa, una persona non è una formica e non può portare raddoppiato il proprio peso quindi bisogna scegliere: o libri e cambio del lavoro (l'ormai collaudata combo) o oggetti "inutili" quali il ventaglio, la macchina fotografica ecc...
Questo il risultato...

-controllore del traffico all'uscita per il parco di Kichijoji, la strada infatti è così stretta che ci deve sempre essere un addetto per far circolare al meglio sia i pedoni appena usciti dalla stazione, sia gli autobus che passano numerosissimi

-lavoratori durante la pausa pranzo nel piccolo parco sovrastato dal Sunshine Building: questi simpatici personaggi passano la propria ora libera mangiando, giocando a Go con i vecchietti su supporti ricavati da cassette della birra rovesciate e dando da mangiare ai tre gatti che sostano nel parco

-genio assoluto in quanto a scelta del proprio mezzo, una ragazza all'incrocio di Ikebukuro davanti a BicCamera(con tutta la gente che passava non sono riuscita a capire se il mezzo fosse una specie di Ciao o se fosse semplicemente una bicicletta truccata, ma se fosse così l'uso del casco non sussisterebbe giusto?)

-via vai serale nel quartiere fuori mano di Shimura san-choume, dopo due anni dalla nostra permanenza li non è cambiato niente, c'è sempre il piccolo locale di yakitori e il signore anziano che vende takoyaki dall'interno del suo furgoncino

-lavoratori ligi al dovere del negozio AuntieAnne's di Ikebukuro: voglio poter mangiare un brezel al curry maledizione!

-frequentatore di un locale di Ramen, secondo me lo pagano per stare lì e fare atmosfera...

-pompiere comparso sotto casa in un'assolata mattina per chi sa quale emergenza o vecchietta che non riusciva a tirar giù il pacchetto di biscotti

-una delle creature mitologiche: la donna tokyoita in carriera! Le maledette riescono ad andare in giro tutto il giorno su tacchi vertiginosi e a sembrare sempre appena uscite da un centro di bellezza, pioggia o caldo afoso che sia

-contrasto di luci all'uscita della stazione di Shinagawa: persone indaffarate e sulla destra un folto gruppo di donne vestite in kimono

-esibizione di un'idol che sinceramente non conosco beccata per caso all'interno del Sunshine Building

-linea JR, stazione di Ochanomizu, qua sotto altri scatti

-famigliola riunita per un pic-nic sul tetto del palazzo in attesa di poter vedere i fuochi artificiali più famosi di Tokyo, quelli che si tengono ogni anno sulle rive del fiume Sumida all'altezza di Asakusa

-famoso (perché ne ho trovato altre foto su diversi blog) personaggio del parco di Kichijoji

Con questa ho concluso, spero di beccare altri "interessanti" personaggi nelle settimane a venire così da imbastire la galleria mano a mano.
p.s. proprio oggi sono giunti a Tokyo due miei amici che staranno qua per un mesetto a scopo turistico, chissà che non mi possano dare una mano con questa collezione!


mercoledì 10 agosto 2011

Random #1

Gomeeeen! Chiedo perdono! Lo so, è una vita che non aggiorno e tutto questo va imputato alla mia scarsa voglia di fare e all'ispirazione che se ne fugge veloce come Usain Bolt...ma soprattutto alla mia scarsa voglia di fare...
Il caldo è ritornato a livelli insopportabili, le cicale giapponesi (molto più grandi di quelle nostrane e soprattutto più numerose) stanno dando il loro meglio creando un vero e proprio muro di suono indistruttibile per tutta la città, mentre studenti di ogni età si godono al massimo la meritata pausa estiva, la più lunga di tutto l'anno.
Per queste vacanze molti andranno al mare, altri verso località turistiche famose, altri ancora resteranno semplicemente in città dove sono stati inaugurati appositamente per loro i saldi estivi. Le ragazze si vestiranno con i loro yukata per andare ad assistere a qualche festival e gruppi di amici si incontreranno per andare a bersi una birra fresca in qualche locale, per poi stramazzare nel bel mezzo della strada o ciondolare ubriachi ai lati dei marciapiedi o su carrozze dei treni assistiti da amici sobri molto più furbi di loro.
A quanto mi sembra di capire, l'ubriacatura facile è una costante qua in Giappone, per rendersene conto basta andare in una qualsiasi sera della settimana alla stazione poco prima della chiusura: si presenterà ai vostri occhi una folla variegata di giovani alticci e rumorosi, ragazze decisamente instabili sui loro tacchi vertiginosi e salary-man di ritorno da una cena di lavoro nella quale si è parlato del suddetto solo per i primi trenta minuti per poi passare le seguenti due ore in alcolica allegria.
In tutta questa bolgia il gaijin provetto si aggirerà calmo e con un sorrisino di sufficienza, orgoglioso di essere ancora in piedi e lucido dopo tre birre medie e incline a atti di generosità quali cedere il posto in metro, non tanto per pietà, ma per vedere in che posizione assurda si metterà a dormire il fortunato beneficiario della nostra contentezza.
Se si escludono i divertimenti contorti non c'è molto da raccontare, non certo qualcosa che sia degno di un intero post quindi vi beccate, poveri voi, una bella lista di foto corredate da mini-evento-spiegazione!

Foto scattata alla stazione di Sugamo, il treno che riparte e un teatro illuminato sullo sfondo.

Fuori dalla stazione di Shimura-san-choume, quartiere dove abbiamo abitato per un mese due anni fa (poco più avanti ogni sera fino alle nove si possono comprare i takoyaki fatti da un anziano signore nel suo camioncino rosso e bianco).

Due delle mille foto scattate a Ikebukuro mentre pioveva a dirotto circa una settimana fa (i vari kombini hanno fatto i miliardi quella sera a forza di vendere ombrelli).

Pompieri a lavoro proprio sotto casa nostra.
p.s. niente di grave, è che qui sono i pompieri che gestiscono le ambulanze, quindi dove va una c'è anche l'altro.

Ok e per questa volta è tutto, se dovessi stare ancora così tanto senza fare un post vi prego di linciarmi sulla pubblica piazza...