lunedì 5 settembre 2011

1000! Ma non avete altro da fare?!

Il blog ha raggiunto quota mille (e tre) visite!
Un grazie piagnucoloso a tutti quanti, voi che ogni tanto commentate e si dai, anche a voi che lurkate gioiosamente!
Quando ho iniziato il blog all'inizio di questo viaggio ero un po' scettica lo devo ammettere, un po' perché non credevo di avere tanta costanza e soprattutto perché non credevo che avrebbe interessato così tanta gente, ma sono andata avanti anche solo per poter condividere una parte delle mie giornate con le persone più vicine a me che sapevo avrebbero apprezzato lo sforzo (e lo smazzamento di mettere insieme tutto il materiale, ma diciamocelo, è meglio scrivere un solo post o chiamare via skype tutti ripetendo all'infinito le solite tre cretinate che hai fatto?)
Paradossalmente creando un blog in uno spazio virtuale che finora non mi aveva mai dato un reale feedback ho conosciuto e avuto modo di parlare con persone che non avrei mai incontrato altrimenti, e che spero di poter vedere realmente a breve (non mi sono dimenticata del raid al museo Gibli UnGiapponetuttoMio!).
Ho poi scoperto un tratto interessante dell'essere italiana in Giappone (oltre al fatto che ti chiedono subito se conosci Girolamo Panzetta intendo): il peculiare aggregarsi dei vari studenti/lavoratori/cittadini italiani residenti in Giappone attraverso blog, twitter, facebook ecc...
E' un po' come un'associazione mafiosa senza illeciti, una grande 'famiglia legata da interessi' in questo caso visti come passioni e non come tornaconto, ma sempre mafia è: vieni raggiunto nei modi più disparati, attraverso link comparsi su chissà quale pagina spersa nei migliaia di tera del web, commenti lasciati eoni di anni prima su blog ormai chiusi ecc...se non sa di caccia all'uomo questa!
Accorciando la manfrina (avrei tanta voglia di scrivere un bel BAZINGA!!! a lettere cubitali, ma non lo farò) e risparmiandomi dal distruggere la mia immagine per sempre agli occhi del mondo, riassumo con un: ma lo sapete che mi ha fatto davvero molto piacere tutto ciò?
Ecco l'ho detto e qui finisco.

p.s.angolo del colesterolo quindi potete anche saltarlo, non vi perderete niente, sempre che non siate le dirette interessate: un grazie in particolare a GiapponeMonAmour e UnGiapponetuttoMio, anche solo per avere più e più volte risposto ai miei commenti e aver dimostrato interesse verso quello che scrivevo.

nota1: immagine tratta dal video "Can't stop feeling" dei Franz Ferdinand
nota2: solo per voi vi propongo il video musicale più brutto della storia dell'umanità, giusto perché voglio festeggiare!


domenica 4 settembre 2011

Gente di Tokyo 2

Scartabellando in quell'ufficio da Azzeccagarbugli che è la mia cartella immagini ho estratto come reperti preziosi questi scatti fatti nei momenti più disparati in questo ultimo mese. Alcune sono state fatte per caso altre sono state invece scientemente scattate di soppiatto all'insaputa del povero malcapitato.
Inutile poi dire che ce ne sarebbero state molte altre da scattare se solo avessi avuto la mia fida macchinetta con me, ma si sa, una persona non è una formica e non può portare raddoppiato il proprio peso quindi bisogna scegliere: o libri e cambio del lavoro (l'ormai collaudata combo) o oggetti "inutili" quali il ventaglio, la macchina fotografica ecc...
Questo il risultato...

-controllore del traffico all'uscita per il parco di Kichijoji, la strada infatti è così stretta che ci deve sempre essere un addetto per far circolare al meglio sia i pedoni appena usciti dalla stazione, sia gli autobus che passano numerosissimi

-lavoratori durante la pausa pranzo nel piccolo parco sovrastato dal Sunshine Building: questi simpatici personaggi passano la propria ora libera mangiando, giocando a Go con i vecchietti su supporti ricavati da cassette della birra rovesciate e dando da mangiare ai tre gatti che sostano nel parco

-genio assoluto in quanto a scelta del proprio mezzo, una ragazza all'incrocio di Ikebukuro davanti a BicCamera(con tutta la gente che passava non sono riuscita a capire se il mezzo fosse una specie di Ciao o se fosse semplicemente una bicicletta truccata, ma se fosse così l'uso del casco non sussisterebbe giusto?)

-via vai serale nel quartiere fuori mano di Shimura san-choume, dopo due anni dalla nostra permanenza li non è cambiato niente, c'è sempre il piccolo locale di yakitori e il signore anziano che vende takoyaki dall'interno del suo furgoncino

-lavoratori ligi al dovere del negozio AuntieAnne's di Ikebukuro: voglio poter mangiare un brezel al curry maledizione!

-frequentatore di un locale di Ramen, secondo me lo pagano per stare lì e fare atmosfera...

-pompiere comparso sotto casa in un'assolata mattina per chi sa quale emergenza o vecchietta che non riusciva a tirar giù il pacchetto di biscotti

-una delle creature mitologiche: la donna tokyoita in carriera! Le maledette riescono ad andare in giro tutto il giorno su tacchi vertiginosi e a sembrare sempre appena uscite da un centro di bellezza, pioggia o caldo afoso che sia

-contrasto di luci all'uscita della stazione di Shinagawa: persone indaffarate e sulla destra un folto gruppo di donne vestite in kimono

-esibizione di un'idol che sinceramente non conosco beccata per caso all'interno del Sunshine Building

-linea JR, stazione di Ochanomizu, qua sotto altri scatti

-famigliola riunita per un pic-nic sul tetto del palazzo in attesa di poter vedere i fuochi artificiali più famosi di Tokyo, quelli che si tengono ogni anno sulle rive del fiume Sumida all'altezza di Asakusa

-famoso (perché ne ho trovato altre foto su diversi blog) personaggio del parco di Kichijoji

Con questa ho concluso, spero di beccare altri "interessanti" personaggi nelle settimane a venire così da imbastire la galleria mano a mano.
p.s. proprio oggi sono giunti a Tokyo due miei amici che staranno qua per un mesetto a scopo turistico, chissà che non mi possano dare una mano con questa collezione!


giovedì 1 settembre 2011

Gita fuori porta domenicale: Kamakura seconda parte

Seconda parte dell'incursione in quel di Kamakura di tre stupidi gaijin.
p.s. scusate, volevo mettere un'immagine stupida come link a "gaijin" solo che ne ho trovate più di una e quindi le devo condividere con voi! 1, 2, 3, 4, 5
Comunque, riprendendo il filo del discorso dall'ultimo post...
Finito il giro culturale, data la calura della giornata e la vicinanza del mare abbiamo deciso di concederci un pranzo in uno dei tanti locali che si affacciano sulla via che porta al Daibutsu


(James lo ha gentilmente definito il Buddha con le ali) per poi incamminarci verso il mare.
Non avendo assolutamente idea di quale fosse il tratto migliore di piaggia e essendo abbastanza distrutti da accontentarci di un qualsiasi posto con un po' di brezzettina, abbiamo semplicemente seguito i nostri sensi di ragno (io nella fattispecie mi sono affidata alla mia capacità di sniffare la salsedine a centinaia di metri di distanza) e abbiamo trovato la spiaggia.

Non potete capire la mia gioia nel rivedere il mare, un po' per il fatto che ci sono cresciuta in riva al mare, un po' per la promessa di acqua fresca in cui sguazzare. E invece...l'acqua era un brodo, la brezzettina inesistente, la salsedine almeno quella c'era e in più ci siamo ritrovati in una spiaggia piena di yakuza. Ora per precisare, no non siamo paranoici, non crediamo che un qualsiasi giapponese con un tatuaggio sia affiliato ad una organizzazione mafiosa, ma vedersene passare almeno una decina ad un palmo dal naso, con la schiena e le braccia completamente colorate e pure il corredo di boss+gnocche fa riflettere anche i più ingenui.
Qui di seguito una foto che Matteo, con grandissimo sprezzo del pericolo, ha deciso di scattare ad uno dei simpatici ragazzoni


Ben attenti a non rivolgere lo sguardo verso il folto gruppo, ci siamo sistemati sul lido, i ragazzi a giocare con una palla da baseball rinvenuta chi sa dove (e poi tentate di convincermi che il maschio non abbia un sistema di pensiero simile ad un canide a volte), io a scattare loro foto con le quali potrò ricattarli negli anni a venire.
Vedere i giapponesi al mare è un po come vederli in città: super organizzati e completamente vestiti! Avversi all'abbronzatura, alle scottature o per altri motivi che sinceramente ignoro, si aggirano per la spiaggia con tute da snorkeling, cappellino e le scarpine di plastica che in Italia fanno rabbrividire anche le nonne. C'è da dire che gli apparenti indigeni del luogo sembravano un pochino più a loro agio con la questione dello scoprire porzioni di pelle.
Con questo non voglio dire che il mare giapponese non regge il confronto con quello nostrano, è solo che siamo approdati in una spiaggia poco esaltante, un po' come quando in Italia opti per il bagno adiacente il parcheggio: non è né bello né pulito, c'è un sacco di gente e l'acqua contiene di tutto ma almeno non devi fare chilometri sulla sabbia bollente con l'ombrellone a seguito.
Particolare esaltanti della gita al mare:

1. questo noleggio di attrezzature marittime che sembra stato trasportato nella notte da una spiaggia californiana

2. cosa si trova immergendo la mano nella sabbia del bagnasciuga

p.s. chiamate comunemente arselle nella zona di Livorno, pescate con l'illegalissima rastrelliera in nottate brave, sono una delizia. Unica diversità è che in Italia si trovano in versione un po più grande e soprattutto non in questi numeri esorbitanti come qui in Giappone. Mio padre sarebbe stato felice.

3. sempre per la serie "japaneses do it better", noi abbiamo i gabbiani? E loro rincarano con questi!

Che dire è tutto un'altro stile!

Finisco il tutto con un po' di foto a caso





Matteo si è poi voluto vendicare della mia offesa riguardo al suo essere canide con questo capolavoro


sabato 20 agosto 2011

Gita fuori porta domenicale: Kamakura prima parte

Durante le vacanze estive (altrimenti dette 夏休み natsu yasumi), iniziate in tutto il Giappone il 4 di agosto e finite ahimè il 16, anche i poveri studenti stranieri si meritano un po' di sano svagarsi.
Questi studenti qua in particolare hanno deciso per una gita fuori porta domenicale abbastanza usuale tra i tokyoiti perché raggiungibile in poco più di un'ora di treno e per il suo essere sulla costa nonché essere famosa per la statua di Buddha più grande del Giappone: Kamakura.
Partiti dalla stazione centrale di Ikebukuro, presa la Shonan-Shinjuku Line si viaggia per circa una quarantina di minuti fino ad arrivare a Musashi-Kosugi, si cambia per la Yokousuka Line fino alla stazione centrale di Kamakura per poi prendere la famosa Enoshima dentetsu line (e qui vi rimando al blog "Nicola in Giappone", dettagliatissimo in tutte le sue informazioni e che ha dedicato più di un post alla Enoden).


 

Tra l'altro per gli appassionati otaku la Enoden dovrebbe essere conosciuta visto che compare nella sigla di apertura dell'anime Slam Dunk, ambientato appunto nella prefettura di Kanagawa.
Arrivati alla stazione di Hase si deve camminare per circa dieci minuti per arrivare al tempio di Kotoku-in, tempio che appunto ospita il famoso Daibutsu (grande Buddha), statua imponente di 13, 35 m realizzata grazie al contributo del monaco Joko che girò per tutto il Giappone per raccogliere fondi per la sua costruzione.
Nel breve tragitto verso il tempio si possono vedere negozi per turisti e non e case tipicamente in stile giapponese.

Varcato il toori si entra effettivamente nel tempio e si trova la temizuya (手水や) vasca tradizionale alla quale si attinge per abbeverarsi e lavarsi le mani, una specie di rituale di purificazione prima di entrare nel tempio.

In un grande spazio circondato su tre lati da colline boscose si vede finalmente la statua dell'Amida Butsu.

Essendo poi la statua cava, per soli 20 yen, si può provare l'ebrezza di "entrare dentro Buddha", qui di seguito si vede dall'interno la parte del collo con i punti di saldatura attuati dopo il grande terremoto del Kanto che aveva distrutto la base della statua e aveva causato danni anche al corpo centrale.




p.s. volevo riprendere solo un pochino il retro del tempio e il suono delle cicale ma poi il nostro caro James, troppo americano anche per se stesso, ha deciso di regalarci uno splendido commento

E con questo vi lascio perché ci aspetta un'eventone di cui poi scriverò in seguito, ma solo dopo aver scritto la parte finale della nostra gita. Prossimamente: il mare giapponese, due gaijin alla riscossa ma neanche tanto e yakuza on the beach!


mercoledì 10 agosto 2011

Cose inutili: vending machine

Chi è stato in Giappone almeno per un paio di giorni lo avrà sicuramente notato: le macchine distributrici di bibite sono praticamente ovunque. Il Giappone è infatti il paese con la più alta concentrazione di vending machine del mondo, e quando dico del mondo non dico che supera l'America di una paio di migliaia di unità, no qui si sta parlando di una quantità stratosferica.
Queste macchine sono ovunque, a coppie di due oppure a schiere di cinque e più, ogni duecento metri, in una qualsiasi strada giapponese, sia essa il centro di Tokyo o la più sperduta delle periferie.
Sono abbastanza economiche e hanno una vasta gamma di scelta al loro interno, dalle bevande energetiche ai succhi di frutta fino al caffè: nero senza zucchero, con il latte ecc..., la temperatura delle bevande al loro interno varia a seconda della stagione, calda o a temperatura ambiente d'inverno, fredda d'estate.
La cosa bella è che a pensarci non sono poi così indispensabili, in fondo anche i kombini sono molto presenti sul territorio, hanno gli stessi tipi di bevande e anche loro sono aperti 24 ore su 24.
Certo hanno fatto molto comodo durante il terremoto che ha colpito recentemente il Giappone, durante le primissime ore dell'emergenza infatti, vista la quantità impressionante di persone rimaste a piedi causa black-out dei treni, le macchinette sono state abilitate a erogare acqua gratis fino ad esaurimento scorte, rendendo la sgradita camminata verso casa, in alcuni casi lunghissima, un poco meno pesante.
Un'altra cosa buona è che sono abbastanza diverse da quelle italiane, ad esempio le bevande non sono messe in fila bensì collocate una per una in una specie di catena interna che scorre e che rende possibile un'erogazione più dolce evitando riproduzioni in miniatura di esplosioni atomiche gasate.
Quella che vi presentiamo in questo video è la nuova versione, ancora abbastanza rara anche per Tokyo, con touch-screen e informazioni dettagliate per ogni tipo di bevanda scelta, sensore per il cellulare e riconoscimento tramite esso delle bevande precedentemente scelte allo stesso tipo di distributore.


Random #1

Gomeeeen! Chiedo perdono! Lo so, è una vita che non aggiorno e tutto questo va imputato alla mia scarsa voglia di fare e all'ispirazione che se ne fugge veloce come Usain Bolt...ma soprattutto alla mia scarsa voglia di fare...
Il caldo è ritornato a livelli insopportabili, le cicale giapponesi (molto più grandi di quelle nostrane e soprattutto più numerose) stanno dando il loro meglio creando un vero e proprio muro di suono indistruttibile per tutta la città, mentre studenti di ogni età si godono al massimo la meritata pausa estiva, la più lunga di tutto l'anno.
Per queste vacanze molti andranno al mare, altri verso località turistiche famose, altri ancora resteranno semplicemente in città dove sono stati inaugurati appositamente per loro i saldi estivi. Le ragazze si vestiranno con i loro yukata per andare ad assistere a qualche festival e gruppi di amici si incontreranno per andare a bersi una birra fresca in qualche locale, per poi stramazzare nel bel mezzo della strada o ciondolare ubriachi ai lati dei marciapiedi o su carrozze dei treni assistiti da amici sobri molto più furbi di loro.
A quanto mi sembra di capire, l'ubriacatura facile è una costante qua in Giappone, per rendersene conto basta andare in una qualsiasi sera della settimana alla stazione poco prima della chiusura: si presenterà ai vostri occhi una folla variegata di giovani alticci e rumorosi, ragazze decisamente instabili sui loro tacchi vertiginosi e salary-man di ritorno da una cena di lavoro nella quale si è parlato del suddetto solo per i primi trenta minuti per poi passare le seguenti due ore in alcolica allegria.
In tutta questa bolgia il gaijin provetto si aggirerà calmo e con un sorrisino di sufficienza, orgoglioso di essere ancora in piedi e lucido dopo tre birre medie e incline a atti di generosità quali cedere il posto in metro, non tanto per pietà, ma per vedere in che posizione assurda si metterà a dormire il fortunato beneficiario della nostra contentezza.
Se si escludono i divertimenti contorti non c'è molto da raccontare, non certo qualcosa che sia degno di un intero post quindi vi beccate, poveri voi, una bella lista di foto corredate da mini-evento-spiegazione!

Foto scattata alla stazione di Sugamo, il treno che riparte e un teatro illuminato sullo sfondo.

Fuori dalla stazione di Shimura-san-choume, quartiere dove abbiamo abitato per un mese due anni fa (poco più avanti ogni sera fino alle nove si possono comprare i takoyaki fatti da un anziano signore nel suo camioncino rosso e bianco).

Due delle mille foto scattate a Ikebukuro mentre pioveva a dirotto circa una settimana fa (i vari kombini hanno fatto i miliardi quella sera a forza di vendere ombrelli).

Pompieri a lavoro proprio sotto casa nostra.
p.s. niente di grave, è che qui sono i pompieri che gestiscono le ambulanze, quindi dove va una c'è anche l'altro.

Ok e per questa volta è tutto, se dovessi stare ancora così tanto senza fare un post vi prego di linciarmi sulla pubblica piazza...