venerdì 18 maggio 2012

Lee Bul al Mori Art Museum

Roppongi per me ha pochissimi punti di interesse, principalmente per il fatto che è considerata da tutti i tokyoiti come il punto di aggregazione degli "stranieri" e offre per la maggior parte locali notturni. Il Mori Art Museum però è tutta un'altra cosa. Decisamente un'altra cosa. Se siete appassionati di arte moderna e di architettura, di design e delle mostre fatte davvero bene, fateci una capatina, anche solo per ammirare la vista che si gode dalla cima. Nelle quattro volte che ci sono capitata ho sempre visitato mostre di artisti sconosciuti (a me che sono ignorante, non che siano dei novellini loro!) ma sono state delle esperienze davvero interessanti e in più di un caso hanno creato interesse sia in me che in Matteo. Tre anni fa mi sono divertita come ad un parco giochi alla mostra di Ai Weiwei, ho sbavato letteralmente sui modellini che ricostruivano l'Expo di Osaka (si, quell'Expo!) e qualche giorno fa ho preso in un colpo solo la mostra di One Piece e quella dell'artista sud coreana Lee Bul. A parte il fatto che mi rode sempre non poter far foto alle mostre, in questa occasione in particolare mi schiumava la bocca! Vi risparmio il videorisoluzionecacca fatto di sgamissimo all'istallazione video che avrò obbligato Matteo a vedere almeno tre volte, a voi la visione via Google di tutte le sculture. p.s. se siete a Tokyo in questo periodo o vi capiterà di esserci prima che la mostra chiuda, consiglio caldamente, anche perché in onore a One Piece al ristorante in cima al grattacielo vengono serviti pasti in stile con tanto di cosciotto enorme!

I quartieri di Tokyo, quelli veri

Prendete un europeo, portatelo a Tokyo e ditegli di farsi una passeggiata per i quartieri residenziali pieni di casette che si spalmano tra i grandi centri cittadini come Shinjuku, Akihabara ecc... e poi chiedetegli quali sono le cose che lo hanno colpito di più. Sono sicura che una delle prime cose menzionate sarebbe il silenzio, l'ordine e la sensazione di non trovarsi effettivamente nel centro di una delle più grandi metropoli del mondo. A pensarci un altro pò però l'europeo vi direbbe delle cose un pò strane, ad esempio che ci sono un sacco di case abbandonate da moltissimi anni che svettano tra villette familiari molto curate, l'edera che avvolge tutto, parti dell'edificio coperte di ruggine, a volte pile di posta ingiallita vicino ad uno scalino, una bicicletta rossa che sbuca dai rovi.
A chiederlo ad un giapponese le uniche risposte che mi sono state date sul fenomeno è che molto probabilmente qualcuno è morto in quella casa e quindi la proprietà diventa in un certo senso invendibile per il semplice fatto che molti dei possibili acquirenti vengono scoraggiati in base a banale scaramanzia. Tra parentesi, non immaginatevi scene tipo "E' stata uccisa l'intera famiglia da un pazzo omicida" ecc..., più semplicemente si tratta di morti naturali di anziani. Oppure mi immagino che spesso alla morte del proprietario non ci sia un erede, oppure che l'attuale proprietario abiti molto lontano e se ne freghi di quella casa tanto lontana. Insomma, fatto stà che ce ne sono moltissime di queste case e che contribuiscono certamente a rendere una passeggiata per questi quartieri quantomeno interessante. p.s. per quanto riguarda la scaramanzia mi è parso di capire che i giapponesi la sentano veramente molto di più di un semplice italiano. Me ne sono resa conto personalmente quando alla notizia che la casa dove abitavo a Firenze fosse stata costruita nel 1700 moltissime persone mi abbiano chiesto tra il serio e il faceto se non avessi avuto paura dei fantasmi. Sempre lo stesso europeo magari vi riferirà ridicchiando che moltissimi sottoscala esterni siano visti dai giapponesi come una specie di soffitta all'aperto: cumuli di giornali vecchi, muri di scatoloni e i più disparati oggetti, anche vecchie pentole, tutto ammucchiato nell'ordine più maniacale oppure ammassato alla buona.
Poi ci sono i cimiteri, senza muri che li recintino e con una parvenza di quiete e di serenità che manca direi a quelli nostrani. Non mi sono messa certo a fare il tour guidato però i due nei quali mi è capitato di imbattermi avevano entrambi moltissimo verde, un sacco di alberi come ciliegi o peschi pronti a sbocciare e quell'idea generale che un cimitero non è un luogo completamente staccato dalla vita quotidiana di chiunque. E poi fa sorridere vedere come parenti o amici spesso lascino lattine di birra o alcol ai propri defunti, magari a memoria di una loro passata passione per l'alcol.

giovedì 17 maggio 2012

Giramenti di...

In questi giorni scommetto che abbiamo condiviso un generale e grandissimo giramento di..., voi perché nell'ultimo post l'immagine che ho caricato è grande come una caccola, io perché della grandezza della suddetta immagine mi sono accorta solo due giorni dopo e ho passato gli ultimi giorni a tentare di combattere contro la mia deficienza congenita verso i pc e l'agonia del mio laptop. Dopo smoccolamenti vari, prove di respirazione bocca a bocca e riti voodoo indirizzati ai creatori di Blogo, ho compiuto l'atto estremo: sono andata da Big Camera e mi sono accattata un nuovo pc dopo ben sei anni di relazione stretta amore/odio con il bastardo precedente. Ho riposto tutte le mie speranze su N.3 ma salta fuori che Lion (sistema operativo Mac) non ne vuol nemmeno sentir parlare di Blogo... gli adepti della mela luminosa devono soffrire ogni giorno per la loro vena main stream, soprattutto quelli che vogliono mettere immagini molto grandi sui propri blog! L'unica mia speranza ora è riposta in quell'essere che è il mio consorte e nella sua capacità di fregarsene dei miei tribolamenti. Unica nota positiva: N.3 a differenza di N.2 pare tollerare il mio desiderio di scaricare le foto fatte con la mia Pentax quindi non potete capire la mia goduria nel poter finalmente visualizzare tutte le foto scattate negli ultimi sei mesi finalmente a schermo intero! Questo implica che riuscirò a condividere con voi un po di perle in cui mi sono imbattuta negli ultimi mesi senza dover per forza farvi soffrire come cani per la definizione delle foto fatte con il cellulare. Se volete potete comunque insultarmi liberamente nei commenti, giuro che non piango.

sabato 12 maggio 2012

Takaoyama atto primo

Stavolta vi presento una nuova sperimentazione di post. Ci ho tribolato sopra parecchio, praticamente ho passato mesi a sperimentare modi alternativi per proporvelo: ho fatto un vero e proprio album fotografico con tanto di disegnini e stickers, ho provato a fotografarlo pagina per pagina per poi modificarlo a photoshop ma niente. Sono passata alle scansioni vere e proprie ma anche quelle non andavano bene, d'altra parte l'unico modo sarebbe stato quello di proporvi immagini su immagini da caricare una per una e insomma... Alla fine mi sono risolta per lo stile da album ma ricreato direttamente a photoshop in versione immagine lunga a scorrimento. Come ho già detto è solo una sperimentazione quindi se è inguardabile stroncatemi le gambe subito per favore. Tema: trattasi di scampagnata su per il monte Takao fatta l'anno scorso a fine settembre. Ci sono poche cose da sapere: sul monte oltre a tutta una serie di templi non c'è praticamente altro, non si capisce perché ma ci sono banchetti di dango praticamente ovunque e impera l'immagine del tengu. Vi lascio alla lettura (cliccate sull'immagine per visualizzarla per intero). P.s. un grazie a chi ci ha portato sul monte Takao e un altro grazie grandissimo sempre alle stesse persone per essersi pazientemente trascinate me e Matteo su per tutta la salita mentre tentavamo di fotografare anche i lombrichi, chi ha tanta pazienza andrebbe fatto santo.

sabato 28 aprile 2012

Kagurazaka mon amour

Stamattina mi sono trascinata mogia mogia a lavoro con un principio di tosse secca e la certezza che ci avrebbero assaltato il locale e io sarei finita con il mal di schiena a forza di sollevare il cestello della lavastoviglie. Aggiungasi pure che qui a Tokyo sembra che sia arrivata una primavera parecchio inoltrata tutta d'improvviso. Umore della sottoscritta alle 9.50= nuvoloso con ricadute nell'autocomisserazione. Gli dei giapponesi si sono manifestati sotto forma del mio manager, Davide, che vedendomi arrivare ha fatto la faccia tutta stupita e si è messo a ridere. Oggi non avevo nessun turno. Mi sono quindi trovata con un'intera giornata libera. Vi lascio con un po di foto scattate a Kagurazaka nella prima mattinata.

A noi "BRAVAGIOVANNA", a loro ZAQ

Del tipo: Quando anche da noi tireranno fuori qualcosa di così figo fatemelo sapere, dico solo questo perché ZAQ dice tutto...lo adottiamo un grafico pubblicitario nippico in Italia?